[ Giacinto Cerviere  ]

[ CONCORSO SEMINARIO "L’ARCHITETTURA NEL PIANO"  ]

NAPOLI  Maggio 2000

 

 Mi chiamo GIACINTO CERVIERE e sono nato a Rionero in Vulture nel 1965. Lo studio degli effetti generati dalle radicali e antagoniste ricadute estetiche sulle forme architettoniche consolidate, provenienti dalle reti comunicazionali e dalla dimensione industriale e postindustriale dell'ingegneria contemporanea, rappresentano il nucleo teorico su cui si concentrano le mie ricerche. Ho partecipato a concorsi di progettazione, Festival e mostre di architettura. Ho conseguito nel 1998 la laurea presso la Facoltà di Architettura dell'ateneo di Napoli "Federico II", dove attualmente sto concludendo il Dottorato in Composizione architettonica. La rivista telematica di architettura e teoria architettonica Iper-spazio.com, è l'ultima delle esperienze di cui mi sto occupando, per quello che posso. 

cerviere@iper-spazio.com 

 

1 - Il piano e le scelte di progetto


La variante al Piano Regolatore Generale di Napoli presentato nel gennaio 1999 individua vari ambiti che assumono un particolare rilievo. Fra questi sicuramente è possibile ascrivere l'ambito n. 12 di Gianturco, nella zona orientale della città. Volendo procedere ad una sperimentazione progettuale nella suddetta zona, precisamente nel sub-ambito del Ponte della Maddalena, ci è sembrato anzitutto opportuno considerarne le sue valenze storiche e simboliche. Infatti, tale area appare punteggiata da alcune presenze architettoniche come la settecentesca Caserma Bianchini di Vanvitelli e l'edificio del Mercato Ittico di Luigi Cosenza. Occorre altresì considerare che nell'iconografia della città il Ponte della Maddalena ha sempre rappresentato la porta d'ingresso alla città da oriente, contribuendo così a dare una definizione maggiore ad un'area che, per la sua natura di spazio di mediazione tra la città ed il mare e tra il centro e la periferia industriale, ha da sempre mostrato un suo carattere di indefinitezza. I nuovi segni da noi proposti nascono proprio dal tentativo di continuare criticamente i percorsi della città consolidata, ma anche di creare nuove connessioni tra porto e città.

 

 

 

2 - Caratteri e descrizione del progetto


L'approccio al progetto ha tenuto in considerazione le caratteristiche proprie dell'area: le presenze "naturali" del Vesuvio e della collina di S. Elmo, il Campanile del Carmine, San Martino, i relitti industriali.
Ci è parso così necessario liberare l'area da alcune presenze ingombranti, proprie di una edilizia fatiscente, perlopiù addossate al Ponte della Maddalena, e proporre un ampio vuoto, un giardino cavo in cui si intrecciano alla sua quota (inferiore di poco al livello del mare) percosi pedonali rettilinei. 
Un viadotto scavalca il vuoto e si congiunge con via Alessandro Volta. Collegamento che potrebbe essere utilizzato come uscita di emergenza dal porto verso il parcheggio Brin o come percorso alternativo per lo smistamento delle merci, collegato al raccordo ferroviario che da via Alessandro Volta arriva a via Pignotti e con la stradina che sempre da via Alessandro Volta sbuca su via Benedetto Brin. 
Ad ovest, all'interno della "conca" di verde pubblico, si ipotizza la creazione di una piazza, spazio di sosta e di svago accessibile dalla zona vicina all'aggettante Tourist Office.
Il progetto prevede l'edificazione di un unico edificio (il tourist office, appunto) dotato di una pensilina che copre un percorso superiore che collega la suddetta struttura a via Vespucci. Tale percorso attraversa una bassa darsena d'acqua, considerata provocatoriamente una riproduzione in vitro del mare purtroppo per chilometri sottratto alla città, che svolge un importante ruolo visivo e fisico di filtro dei rumori e dei fumi veicolari esistenti su via Volta.
Il senso del transito multilivellare che così viene ad assumere l'intero sub-ambito è ulteriormente arricchito quindi da un'area verde caratterizzata da percorsi in grado di moltiplicare le visuali. 
In definitiva, ci è sembrato opportuno proporre un intervento architettonico di carattere minimale, senza rinunciare però all'esaltazione delle direttrici urbane seppure in parte poco pronunciate che il sito oggetto di studio già possedeva. Attraverso un'operazione di "svuotamento" edilizio è nostra intenzione far assumere al sub-ambito del Ponte della Maddalena sì la dimensione reale del transito in cui è da tempo immerso, ma offrendo in più un'isola verde all'intero quartiere. 

Giacinto Cerviere
Con Rosario di Petta

 

 

 

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