[ Giacinto Cerviere  ]

[ Concorso Less aesthetics, more ethics ]

 Venezia dicembre 1999

 

 

 Mi chiamo GIACINTO CERVIERE e sono nato a Rionero in Vulture nel 1965. Lo studio degli effetti generati dalle radicali e antagoniste ricadute estetiche sulle forme architettoniche consolidate, provenienti dalle reti comunicazionali e dalla dimensione industriale e postindustriale dell'ingegneria contemporanea, rappresentano il nucleo teorico su cui si concentrano le mie ricerche. Ho partecipato a concorsi di progettazione, Festival e mostre di architettura. Ho conseguito nel 1998 la laurea presso la Facoltà di Architettura dell'ateneo di Napoli "Federico II", dove attualmente sto concludendo il Dottorato in Composizione architettonica. La rivista telematica di architettura e teoria architettonica Iper-spazio.com, è l'ultima delle esperienze di cui mi sto occupando, per quello che posso. 
cerviere@iper-spazio.com

 

AREA DI EMERSIONE SU UNA INTERZONA

  Alcuni elementi essenziali definiscono questo progetto: i percorsi sul terreno artificiale posato su una piattaforma galleggiante, le rampe e i loggiati che si prolungano sul mare mediante pontili, un mare che purtroppo ha sommerso nel futuro vaste aree di territorio veneziano. Un piccolo edificio a sinistra che ospita un bar e i servizi per i diportisti; un edificio più grande al centro contenente le cabine per gli ormeggiatori al piano terra; un club nautico e albergo ai piani superiori, caratterizzato da un loggiato e ampie vetrate protette da una copertura fortemente aggettante sorretta da quattro grandi puntoni. 

 

 

Anno 200

Questa ampia copertura offre un riparo alla banchina degli ormeggiatori dalla quale si diparte il pontile principale. Esso termina con una struttura adibita a montacarichi, disegnata con la forma di un grande insetto dalle zampe sbilenche, le cui antenne luminose fanno da richiamo per i naviganti, che vuole ricordare gli antichi trabucchi, le tradizionali macchine da pesca diffuse sulle rive adriatiche. I manufatti, sono pensati con materiali semplici e leggeri (legno, acciaio, vetro, lamiera) perché vogliono conservare un carattere di provvisorietà e di flessibilità. Nell’oggi futuro strutture di servizio per un approdo turistico, nel domani futuro edifici di prima accoglienza per gli sfollati causati dai sempre più drammatici, ricorrenti, improvvisi alluvioni; spazi interzonali in cui proteggersi da scorrerie di predatori e sciacalli.

 

 


Il progetto area di emersione su una interzona è stato elaborato in occasione del concorso "Città, Terzo Millennio", voluto da Massimiliano Fuksas e organizzato in occasione della settima e ultima Biennale di architettura di Venezia. 
Progetto di Giacinto Cerviere, con Manfredi Rubino

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