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CRONACA DI UN DISAMORE


Bologna...sotto le torri...entro ne copro due copie...poi in macchina tornando a casa inizio a leggere le prime pagine...lo divoro ne leggo metà nel tratto di autostrada che separa bologna da casa...naturalmente non stavo guidando io! Mi viene il vomito...non si puo leggere in macchina, lo hanno sempre detto! Torno a casa...rifletto su i miei disamori...esistono...o semplicemente vengono sostituiti da qualcosa di altrettanto importante...chi lo sa. Ho di nuovo il Vomito ma non sono più in macchina che leggo...è la sensazione di quel libro di aver...la sensazione di aver provato quel dolore fisico, quella sofferenza che ti provoca un disamore, volto pagina e metto la parola Fine sull'ultima pagina di questo breve accattivante struggente libro. Penso.... sarebbe bello poter voltare pagina cosi velocemente, con un gesto scaltro, anche nella vita, purtroppo non è cosi...non lo è per me. Ho il vomito...prendo il cellulare e mando un messaggio di cronaca al disinnamore. Risposta...nulla! Non capita...riprova sareai più fortunato! Ho il Vomito la cronaca del mio disamore continua non posso (qualcuno direbbe non voglio) pensare che sia o stia finendo...voglio ancora provarci, vomito ancora come su un muro di gomma...rimbalzo, cado... mi rialzo, riprovo, ritento, ...ma vomito. Questa è la mia chiave di lettura al meraviglioso libro di Cotroneo, come al solito il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto, ognuno gli da la sua chiave interpretativa...io sono qua che soffro...altri sono altrove che ti fanno soffrire...vomito. Vomito tutto...forse ancora una volta ne vale la pena. Forse...anche se si Vomita! Anche se a me ha fatto male leggere questo libro...mi brucia la ferita. E' dura pensare che è proprio cosi!

Giacomo

 

"Allora ci stiamo lasciando?"..."Si"..Una domanda semplice,una risposta ancor più semplice..Parole pesanti come blocchi di pietra.

Confesso che mi costa fatica scriverne, non è un libro che ho scelto di leggere immediatamente, è rimasto a lungo in casa, vagava in tutte le stanze.Sentivo che mi chiamava, lo guardavo e desistevo, sul tavolo della cucina o sul divano, quel titolo mi faceva paura."Cronaca di un disamore"...oddio no, non ce la posso fare..

Giacomo perchè mi hai detto che devo leggerlo?

"Ti fa bene.."...Cosa mi fa bene?Mi fa bene capire che le persone si lasciano, si ritrovano, si riprendono e si possono lasciare ancora?..

No...fa capire i sentimenti, le paure, le confusioni, forse semplicemente i piccoli passi di due vite che si incrociano per caso, e in un modo o nell'altro non si lasciano mai. Una storia breve di soli quattro mesi raccontata dal punto di vista uno dei protagonisti, quello lasciato. Il dramma di capire che non sei più desiderato, che tutto quello che avevi pensato di poter costruire insieme, era solo una tua costruzione, che erano solo i tuoi pensieri. Dall'altra parte superficialità, insensibilità e soprattutto mancanza di coraggio.

L'inverno dei sentimenti raccontato con il ricordo costante, quasi ossessionante di tutto ciò che è passato, un ristorante dove ci si è incontrati, la sigaretta che si è fumata insieme, la moto su cui si è viaggiato, il locale dove ci si rincontra involontariamente, il divano dove ti hanno detto che è finita.Una voragine. Il punto più basso che si può raggiungere, quello da cui non ti sembra di riucire mai a risalire.

Sento freddo..sono annientato, ora ci sono io nel punto più basso che ho mai raggiunto, ho davanti tutto quello che ho fatto, no non ce la faccio a rimanere a letto.Mi alzo e vado, dove non lo so ma vado, sicuramente fuggo da me stesso, da quello che sono, uno stronzo egoista. Non mi piaccio, forse non mi sono mai piaciuto, e forse per questo in fondo non credo di poter piacere a qualcuno. Metto davanti a me, a tutto il bello che la vita e le persone mi possono regalare, le mie paure.

Preferire l'apatia, il nulla, lo scorrere o sarebbe meglio dire il rotolare degli eventi, senza dover subire scossoni, senza dover scegliere la felicità, sfiorarla e cacciarla via per paura di non saperla gestire.

Perchè vi dico tutto questo?Perchè al contrario di quanto si possa immaginare questo non è un libro scritto per chi è stato lasciato, per crogiolarsi nel rancore, nella tristezza delle situazioni, nel rimorso per il non fatto e non detto.

E' un racconto per chi ha lasciato, per chi insensibile ha pensato solo a se stesso, incurante dei sentimenti altrui, non ha pensato a come ci si sente quando ci si rivede, alla superficialità delle battute inopportune. Quanto si può fare male a qualcuno quando si dice basta, un racconto che è un esame di coscienza per quanti giocano coni sentimenti, con i sogni e con l'amore delle persone.

Cotroneo desrcive queste sensibilità in maniera scorrevole ma profonda al tempo stesso.Il battitto del cuore di Luca, il protagonista, batte allo stesso ritmo del lettore, i vuoti allo stomaco, sono gli stessi che si prova leggendone, le lacrime sono le stesse che versi scorrendo quelle parole caustiche e disperate che incorniciano un esperienza di vita unica e allo stesso tempo unniversale.

E' un libro triste?Si, molto.E' un libro felice?Si, molto.

Felice perchè è un grido liberatorio per chi soffe e ha sofferto, per capire che tutto si evolve, che è veramente il tempo aggiusta tutto, che puoi non avere più mani che ti toccano, sguardi in cui perderti ma rimani tu con la tua vita e con la voglia di amare, sorridere ed essere felice.

E un bel pugno in faccia a chi passa sulle persone come un caterpillar usando solo parole e silenzi. E un'altra volta pensateci bene prima di fuggire dalla vita.

Io mi sto rialzando adesso da terra, accomodatevi ora tocca a qualcun'altro..

Giacomo,avevi ragione mi ha fatto bene..

 

Fabio Siri

fabiosiri@inwind.it

 

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Ideazione e realizzazione Airaldi Giacomo - Luogo di pubblicazione: Italia - Hosting by: Aruba.it- Update: 21-Apr-2006