giovedì 29 novembre 2007

Gonçalo Byrne a Vicenza



Gonçalo Byrnearchitetture
Chiesa di S. Silvestro - Vicenza 11 dicembre / 9 marzo 2008

mostra a cura di Abacoarchitettura
con il patrocinio di:Diocesi di VicenzaComune di VicenzaProvincia di VicenzaRegione del VenetoOrdine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di VicenzaAssociazione Artigiani dellaProvincia di VicenzaAssociazione Industriali di VicenzaSezione Costruttori EdiliCamera di CommercioIndustria, Artigianato e Agricoltura di VicenzaUniversità della Svizzera ItalianaAccademia di Architettura – MendrisioIstituto Universitario di Architettura - Venezia



Riprendono a Vicenza le rassegne sui protagonisti dell'architettura contemporanea.In attesa del completamento dei lavori di restauro della Basilica Palladiana, l’associazione culturale Abacoarchitettura prosegue il ciclo di mostre dedicate alle figure più innovative e interessanti del panorama internazionale. Nello spazio della chiesa romanica sconsacrata di San Silvestro, si svolgerà, dall’11 dicembre 2007 al 9 marzo 2008, la mostra dedicata alle opere recenti di Gonçalo Byrne. Il noto architetto di Lisbona, autore di importanti progetti e realizzazioni in Portogallo, Italia e numerosi altri paesi europei, ha disegnato un originale allestimento per l’esposizione dei modelli, immagini e video relativi a 12 opere, maggiormente rappresentative del suo percorso culturale e professionale degli ultimi 10 anni. La chiesa di San Silvestro, spazio “minimalista” privo di apparati decorativi e caratterizzato dal caldo colore ocra delle strutture in cotto, viene così “invasa” da una piattaforma percorribile dal pubblico dalla quale, a intervalli regolari, emergono volumi geometrici che supportano gli oggetti in mostra, come “landmark” di un paesaggio artificiale in scala ridotta.Le nere sagome dei parallelepipedi, immerse nella penombra, evocano un panorama notturno in cui risaltano, illuminati da un calibrato sistema di LED, i grandi modelli in scala delle architetture di Byrne. Il tema del “mostrare” diventa, ancora una volta, lo spunto per l’invenzione di un’architettura, che coinvolge il visitatore in un racconto spaziale ed emozionale nel tentativo di comunicare più compiutamente la poetica dell’autore.

chiesa di San Silvestro contrà San Silvestro Vicenza
dall'11 dicembre 2007al 9 marzo 2008 orario 10,00/18,00 chiuso lunedi
biglietti: intero 5,00€ ridotto 4,00€gruppi 3,00€
Catalogo Electa con il fondamentale contributo diEstel TrendsponsorArcLineaTurnlightsi ringrazianoCogetrevDainese Laboratorio MorselettoMaltauroCentro Sviluppo ArtigianatoZanotto EliaOmnia Legno

sabato 17 novembre 2007

Convegno Sostebibilità e qualità della forma



E’ ormai acquisita universalmente la consapevolezza della critica condizione di salute del nostro pianeta. Questo obbliga ad una revisione profonda delle modalità di costruzione dell’ambiente di vita, quindi delle città, degli edifici e degli spazi aperti che la costituiscono. La sostenibilità del costruire non può più essere considerata un lusso per pochi o qualcosa di difficilmente perseguibile ma, al contrario, pratica consueta, prassi da innescare in tutte le condizioni possibili.
Tale principio deve costituire la base di un patto tra le forze culturali, economiche e politico-sociali.
Il presupposto della sostenibilità da solo non è però sufficiente ad esaurire le responsabilità di coloro che disegnano e pianificano lo spazio. La sostenibilità non è un travestimento per coprire il vuoto di idee e la bruttezza delle città, dei luoghi abitati dai singoli e dalle comunità. La qualità dell’architettura è cosa ancor più delicata della salute del corpo edilizio e delle tecnologie messe in atto: cultura, storia ed identità sono i principali ingredienti che devono produrre la qualità delle cose costruite, facendo giustizia dell’idea che sostenibile porti inevitabilmente a ripiegamenti nostalgici.

Sostenibilità e qualità della forma: due facce della stessa medaglia, comunque diverse.

MOSTRA LE CORBUSIE dipinti e disegni


A Palazzo Monferrato, un inedito percorso sul lavoro pittorico di uno tra i maggiori architetti del XX secolo, con opere provenienti dalla Fondazione Le Corbusier di Parigi e dalle maggiori collezioni private internazionali.



Dal 1° dicembre 2007 al 30 marzo 2008, a Palazzo Monferrato di Alessandria, si terrà la mostra LE CORBUSIER. Dipinti e disegni, in grado di ripercorrere in modo approfondito la carriera artistica di uno dei maggiori architetti del XX secolo.

Promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, l’esposizione, curata da Achille Bonito Oliva, Erich Mouchet e Vincenzo Sanfo, intende porre l'accento sulla carriera pittorica del grande architetto svizzero e in particolare sulla parte più intima della sua ricerca.

L’iniziativa alessandrina propone un percorso inedito sul lavoro pittorico di Le Corbusier riunendo opere realizzate dagli anni Venti sino alla morte, coprendo tutto il suo lungo percorso creativo, attraverso autentici capolavori quali Nature Morte Puriste Verticale del 1922, o Femme dans l'embrassure d'une porte del 1933 che ritrae la moglie Yvonne in occasione di un vacanza a Vezelay, o ancora Mains, buste e coquillage del 1954, che fa parte dei celebri collage, cui Le Corbusier dedicherà buona parte del suo impegno figurativo. Oltre ai dipinti - tra cui alcuni oli su tela di grandi dimensioni - e ai disegni, la mostra presenterà alcune sculture e un grande arazzo finora mai esposto.

Il percorso espositivo è reso possibile grazie agli eccezionali prestiti concessi dalla Fondazione Le Corbusier e da prestigiose collezioni private, in larga parte inediti in Italia. La mostra rappresenterà pertanto un'occasione unica ed irripetibile per gli studiosi di Le Corbusier e del XX secolo.

Le Corbusier, al secolo Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), è stato uno dei più grandi architetti del secolo scorso con una grande passione per la pittura e per l'arte figurativa. Iniziò la sua carriera proprio come pittore e, insieme ad Amedée Ozenfant, fondò il movimento “purista” che, derivato da una forma del tutto particolare di cubismo, poneva l'accento sulla purezza delle forme e sulla loro incidenza formale.
Il suo primo successo pubblico, a soli 15 anni, fu in realtà un premio per un orologio da taschino presentato all’Esposizione di Arti decorative di Torino del 1902. L’Italia è stata peraltro molto importante nella sua formazione, a partire dal soggiorno di oltre due mesi che fece nel 1907 tra Milano, la Toscana e il Veneto, all’età di 20 anni.
Successivamente, abbandonata la pittura, si votò all'architettura divenendo uno dei massimi protagonisti del rinnovamento architettonico che ha segnato il XX secolo.
Tuttavia, anche se in forma più intima e spesso riservata più agli amici ed estimatori che al grande pubblico, continuò a coltivare la sua passione per la pittura riempiendo centinaia di fogli di schizzi e dipinti che vanno via via a definire uno stile del tutto personale e riconoscibile.
Nascono così le forme sinuose delle bagnanti, le nature morte, le osservazioni della flora e della fauna e in particolare il ciclo dedicato ai Tori che occupa una parte rilevante della sua opera.
La sua vocazione pittorica, oltre ad aver generato alcuni straordinari carnet di viaggio, ha rappresentato anche una valvola di sfogo e spesso un motivo di ispirazione per i suoi progetti architettonici. L'uso libero e gioioso del colore, così come la libertà delle forme, diverrà una caratteristica costante della sua pittura e lo porterà, anche in questo campo, ad essere uno dei protagonisti dell'arte figurativa del suo tempo, al pari dei suoi celebrati compagni di strada come Picasso, Miró e Léger.

L’organizzazione e la promozione dell’evento espositivo è affidata a Civita con la collaborazione del Centro Italiano per le Arti e la Cultura.
Accompagna l’iniziativa un catalogo Electa.

VISITA IL SITO UFFICIALE >>>

mercoledì 14 novembre 2007

Philippe Samyn: costruzione e sostenibilità



Philippe Samyn: costruzione e sostenibilitàmostra di architettura
alla Casa dell'architettura piazza Manfredo Fanti 47
Inaugurazione 11.12.2007 alle ore 17.00Esposizione 12.12.2007 - 11.01.2008

L'esposizione "Philippe Samyn: Costruzione e Sostenibilità" vuole ripercorrere i temi principali dell'opera dell'arch. Philippe Samyn e del suo studio. Vuole immergere il visitatore nella sua "maniera di fare architettura", dall'ispirazione all'idea, dalla concezione alla realizzazione.
In primis, il principio della sostenibilità: "Si tratta, dunque, di rinnovare soprattutto l‘arte di costruire che in tutti i tempi ha implicato la limitazione dei consumi energetici, un'evoluzione del pensiero senza romanticismo e attaccamento al passato formale o ideologico, utilizzando le straordinarie acquisizioni scientifiche e tecnologiche degli ultimi cinquant'anni.
Si tratta egualmente di rinnovare con l'invenzione e, per questo, di ristrutturare l'insegnamento dell'architettura ridandogli delle basi teoriche perdute.
E' dapprima lo studio della morfologia generale della costruzione e della sua localizzazione nell'ambiente limitrofo; é in seguito lo studio concettuale dell'involucro e dello spazio mirato a ridurre il consumo energetico; e ancora la riflessione sull'energia spesa per erigere, trasformare o demolire le costruzioni".
In seguito i principi della costruzione amabile: "evocare la durabilità di una costruzione, è immediatamente evocare la sua amabilità; intendo con questo, la capacità che un'architettura possiede di essere amata e di continuare nel tempo a colmare il ruolo che inizialmente gli era attribuito o un ruolo nuovo, senza richiedere la sua alterazione in maniere significativa. L'amore che una società data prova in un dato luogo dovrebbe dunque essere confermata nel tempo. Si tratta, inizialmente, con la luce naturale come materia prima, di organizzare gli spazi in armonia gli uni con gli altri. Questa armonia si estende sino ai limiti del luogo sul quale l'architetto presa.

Viene, in seguito, l'integrazione di questo insieme nello spazio circostante, con il quale deve e può mettersi in accordo, a condizione che quest'ultimo partecipi alla stessa logica filosofica.”
Philippe SAMYN : "Construire de manière durable" note interne de 10 pages hors figures. 2001.11.24
Sito web ufficiale http://www.samynandpartners.be/

sabato 10 novembre 2007

Mostra Studio Valle



Studio Valle (1957-2007)
Cinquanta anni di architettura

05 Dicembre 2007 -23 Gennaio 2008
San Michele EX CARCERE MINORILE
Via San Michele 25, Roma

Promossa da:
Mi.BAC_ Ministero per i Beni e le Attività Culturali
DARC_ Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Roma
Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Roma e Provincia
Studio Valle

Studio Valle (1957-2007)
Cinquanta anni di architettura

La mostra ripercorre l’intera vicenda progettuale dello studio fondato dal padre Cesare nel 1927, consolidato da Tommaso Valle (1957) e Gilberto Valle (1960); lo studio dispiega ancora oggi un’organizzazione professionale che mette insieme la tradizione familiare e le esigenze di una professione praticata ad alto livello internazionale. “I fratelli Valle organizzano a partire dagli anni Settanta lo studio come una macchina, afferma il critico di architettura Luca Molinari, che risponde alla crescente complessità della gestione della macchina progettuale, esecutiva e burocratica dell’opera architettonica; intuiscono che uno studio d’architettura dovrà sempre di più offrire servizi integrati oltre che progetti d’autore, dovrà offrire efficienza gestionale e certezze nella gestione dei tempi e delle risorse investite. E non è un caso che oltre alle grandi commesse romane frutto di un mix di ottimo, rassicurante professionismo agnostico, lo studio Valle sia uno dei pochi studi italiani a vincere grandi concorsi e incarichi internazionali pubblici dagli anni Sessanta, con la duplice del progetto per Auschwitz Birkenau e per l’Expo di Osaka, fino ai recentissimi progetti per Bruxelles e Montecarlo”.
Infatti la demonizzazione del professionismo-continua Molinari- portata avanti dalla maggior parte della critica militante modernista e da una fetta significativa dell’accademia italiana, ha determinato l’abbattimento progressivo della qualità della realizzazione e del cantiere. Il conseguente disinteresse per il “buon costruire” insieme a una scarsa, generalizzata assenza di sperimentazione tecnologica applicata all’edilizia, determina una distanza culturale e progressiva tra l’architetto e la realtà costruita diffusa, una distanza che ha lasciato il campo alle altre figure professionali come geometri e periti edili, diventati i veri intermediari tra la società e il territorio.
E paradossalmente lo studio Valle ha pagato un’intuizione sul futuro della nostra professione, non certo in termini di successo imprenditoriale, ma semmai dal punto di vista culturale e della comprensione della metamorfosi in corso.
Franco Purini, in controtendenza rispetto al resto del mondo accademico, afferma che “nel lavoro di Tommaso Valle la tecnologia viene depurata dai contenuti più superficiali e dimostrativi e ricondotta a una misura architettonica, a un’armonia proporzionale, a una efficace semplicità degli apparati costruttivi”.

La mostra sarà ospitata al primo piano dell’ex-carcere minorile nel complesso del San Michele, a Roma, già sede di altre importanti mostre di architettura contemporanea. Il grande spazio centrale del primo piano ospiterà una sequenza che tenderà a restituire l’intero sviluppo della vicenda progettuale dello studio. L’allestimento si baserà su tre elementi: un sistema articolato di video, che raccoglierà immagini e interviste in grado di documentare le attività, gli incontri salienti (da Giuseppe Vaccaro a Richard Neutra, da Franco Purini a Ove Arup e Buro Happold), le inclinazioni grafiche ed artistiche, gli eventi che hanno segnato la vita dei Valle; una lunga sequenza di piani che costruiranno un percorso dentro allo spazio del San Michele e che ospiteranno prevalentemente modelli e plastici (circa 70), disegni, particolari architettonici e tecnologici dei progetti; infine al’interno delle cellette troveranno posto gli approfondimenti tematici e i disegni più importanti.

Spazi speciali, nella mostra, saranno dedicati: al progetto della Nuova Fiera di Roma, entrata solo da poco più di un anno nella vita della città, al progetto della sede della regione Puglia e a quello della nuova sede del Consiglio Europeo a Bruxelles – con Philippe Samyn and Partners e Buro Happold Ltd. - di prossima realizzazione.

“Con questo primo appuntamento dedicato all’attività dello Studio Valle, la DARC intende avviare una serie di iniziative espositive e di ricerca sui grandi studi di architettura italiani-afferma il direttore generale Pio Baldi- e in particolare romani che hanno rivestito un ruolo determinante nella definizione architettonica della città.
L’esposizione e la monografia sullo studio Valle sono per la DARC un’importante occasione di proporre all’attenzione del pubblico un team di progettazione che, grazie a un modus operandi duttile e dinamico, si è da sempre efficacemente misurato con la dimensione urbana contemporanea.”

In occasione della mostra sarà pubblicato un libro/catalogo, edito da Skira e curato da Luca Molinari, che raccoglie e documenta queste esperienze insieme all’intero svolgersi dell’attività dello studio, a partire da una specifica sezione storiografica dedicata a Cesare Valle fino agli edifici più recenti e quelli in cantiere.

Premio Internazionale Architettura Sostenibile



La Facoltà di Architettura dell'Università di Ferrara, in collaborazione con l'azienda Fassa Bortolo intende promuovere con la presente la partecipazione alla 5° Edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile.

L'iniziativa intende premiare e divulgare ad un ampio pubblico le architetture capaci di rapportarsi in maniera equilibrata con l'ambiente, pensate per le necessità dell'uomo ed in grado di soddisfare i bisogni delle nostre generazioni senza limitare, con il consumo indiscriminato di risorse e l'inquinamento prodotto, quelli delle generazioni future.
Il Premio è suddiviso in due sezioni:

- opere realizzate da professionisti
- progetti elaborati come tesi di laurea

Nell'edizione di quest'anno il Presidente della Giuria Internazionale sarà l'illustre Prof. Arch. Thomas Herzog
Il termine per l'iscrizione alla quinta edizione è fissato al 31 Dicembre 2007
Tutte le informazioni utili sono consultabili sul sito ufficiale del Premio http://www.premioarchitettura.it/
Per ulteriori dettagli si prega di scrivere all'indirizzo e-mail premioarchitetturasostenibile@xfaf.it

Premio%20Internazionale%20Architettura%20Sostenibile.pdf

venerdì 2 novembre 2007

Presentazione testi al MAXXI su Eric Owen Moss


Mercoledì 7 novembre 2007 alle ore 18, presso il MAXXI
Museo nazionale delle arti del XXI secolo,
avrà luogo la presentazione di due volumi sull'opera dell'architetto californiano Eric Owen Moss: "L ' incertezza del fare" di Paola Giaconia (Skira, Milano 2006) e "Paradigmi provvisori" di Emilia Giorgi (Marsilio, Venezia 2007). Introdurranno Margherita Guccione, direttore del MAXXI Architettura, e Livio Sacchi, Presidente dell'IN/ARCH Lazio; interverranno Pippo Ciorra (Facoltà di architettura di Ascoli Piceno), Luca Galofaro (studio IaN+), Antonino Terranova (Facoltà di architettura "Ludovico Quaroni" di Roma). Saranno presenti le autrici.
L'iniziativa è realizzata dalla DARC e il MAXXI con l' IN/ARCH Lazio .

MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 2f, 00196 Roma
tel. 06.32.10.181 - fax 06.32.10.18.29
visita il sito del MAXXI

SCHEDE DEI VOLUMI

Paola Giaconia
Eric Owen Moss. L'incertezza del fare
Editore: Skira. Anno: 2006. Pagine: 240.

Considerato uno degli architetti di punta dell'architettura di ricerca nordamericana, Eric Owen Moss rappresenta una figura di grande interesse all'interno del panorama internazionale contemporaneo. La temerarietà delle sue ipotesi progettuali, il modo in cui esse accolgono il manifestarsi dell'imprevisto e lasciano spazio, senza ostacolarli, a nuovi possibili ordini temporanei, la volontà profonda di mettersi sempre alla prova e la continua ricerca di contaminazioni portano Moss a mettere in pratica quella che egli stesso definisce provocatoriamente la teoria dell'architettura di Penelope: come la fedele moglie di Odisseo, la quale disfaceva, durante la notte, il telo che aveva tessuto durante il giorno, così l'architetto, quando progetta, fa e disfa allo stesso tempo. È impossibile, ripercorrendo cronologicamente la sua opera, rintracciarvi una logica evolutiva. Anche all'interno della cosiddetta L.A. School, Moss è un personaggio singolare e atipico. Dopo aver costruito a Los Angeles la parte pi significativa della propria crescita professionale e biografica, l'attività di Moss acquisisce una dimensione internazionale con la partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia del 1996, e nel 2002 con la presenza all'esposizione veneziana all'interno del padiglione russo con il progetto per il Teatro Mariinsky a San Pietroburgo. All'interno di questa intensa ed energica attività progettuale, che vede la sfera internazionale come interlocutore privilegiato, va inquadrato anche l'incarico di direttore di SCI-Arc, effervescente scuola di architettura alla cui crescita Eric Moss ha contribuito sin dai primi anni e che ora, nel suo nuovo ruolo, sta traghettando verso nuove interessanti possibilità.
Paola Giaconia, architetto, si è laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano. Ha proseguito gli studi come borsista Fulbright presso il SCI-Arc di Los Angeles, dove ha studiato con Eric Owen Moss. A Los Angeles ha collaborato con lo studio Morphosis (Thom Mayne). È autrice del libro Los Angeles. Città unica (2001), co-curatrice con Marco Brizzi di INTIMACY e SCRIPT, cataloghi delle ultime edizioni del festival BEYOND MEDIA di Firenze, e curatrice della mostra SPOT ON SCHOOLS . È visiting professor presso la California State University, la Kent State University e la Syracuse University a Firenze.

Eric Owen Moss. L'incertezza del fare, Paola Giaconia, Euro. 20,80

Ordina da IBS Italia



Emilia Giorgi
Eric Owen Moss. Paradigmi provvisori
Editore: Marsilio. Anno: 2007. Pagine:96.

Eric Owen Moss (Los Angeles, 1943) è noto a livello internazionale per l'intervento di riqualificazione urbana operato a Culver City, distretto di Los Angeles, dove trasforma una zona industriale inattiva in un centro vitale e pulsante della città.
La strategia messa in atto dall'architetto rifiuta un master plan di riferimento per adattarsi ai caratteri mutevoli delle attuali megalopoli attraverso un processo sperimentale e una narrazione densa di riferimenti estetici e culturali.
Le opere di Moss presentate in questo volume delineano un paesaggio difforme, in continua evoluzione, in grado di rivendicare il coraggio di figure plastiche e libere nello spazio, assolvendo al contempo le complesse economie programmatiche e funzionali della architettura vera.
Nel 2007 a Moss è stato assegnato l'Arnold W. Brunner Memorial Prize in Architecture dalla American Academy of Arts and Letters, per aver dato un contributo significativo all'architettura come arte.
Emilia Giorgi (Roma, 1977), storico dell'arte, ha partecipato all'organizzazione di mostre e eventi per gallerie e istituzioni museali. Attualmente collabora con il Museo MAXXI Architettura di Roma. Ha pubblicato testi su cataloghi di esposizioni e collabora con diverse testate nazionali tra cui "Il Manifesto", "Il Giornale dell'Architettura", "L'Arca".

Eric Owen Moss. Paradigmi provvisori, Emilia Giorgi, Euro. 9,90

Ordina da IBS Italia


giovedì 1 novembre 2007

mostra annisettanta


dal 27 ottobre al 30 marzo
in mostra alla Triennale di Milano

annisettanta il decennio lungo del secolo breve

Ideazione e regia di Gianni Canova
Messa in scena di Mario BelliniSabato 27 ottobre 2007, in concomitanza con la notte bianca organizzata dal comune di Milano e dedicata agli anni '70,
la mostra resterà aperta fino alle ore 2.00
annisettantail decennio lungo del secolo breve
27 ottobre 2007 – 30 marzo 2008
Triennale Viale Alemagna, 6orario: 10.30 – 20.30, lunedì chiusoingresso: euro 8,00 / 6,00 / 5,00

Catalogo Skira annisettanta il decennio lungo del secolo breve

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura...(Fabrizio De André)Grigio. Grigiopiombo, grigiofumo, grigioaustero.E rosso. Rossosangue, rossofuoco, rossobandiera.A volte, sembra quasi che la coperta stretta della memoria abbia avvolto gli anni settanta in una penombra spessa e scura, lasciando galleggiare nel ricordo soltanto due tonalità cromatiche.Gli anni di piombo, gli anni del sangue, e nient’altro.Questa mostra cerca, prima di tutto, di riesumare proprio questo altro.Il suo nulla, il suo tutto. I mondi, i sogni, i fantasmi che esso contiene. Senza voglie di vintage, senza effetti-nostalgia, ma anche senza furori liquidatori. Perché gli anni settanta non sono finiti, non sono passati. Sono ancora qui. Con i loro conflitti, le loro speranze, le loro categorie di interpretazione del mondo. Dal buco più nero del secolo scorso, ancora ci riguardano.Questa Mostra vuol essere un invito a ricambiare lo sguardo, e a ripercorrere quel periodo senza tragitti prefissati, senza itinerari prestabiliti. Seguendo piuttosto un flusso libero di associazioni che sappia scivolare con leggerezza da un punto all’altro, e che sia disponibile a lasciarsi sorprendere, e ad accettare il confronto con il rimosso e l’inatteso. Nella consapevolezza che dentro il decennio lungo del secolo breve ci sono scontri conflitti lacerazioni spettri crolli slanci sogni e snodi che hanno cambiato il mondo. La Mostra annisettanta ha come ambizione non solo quella di raccontare la storia di questo cambiamento, ma anche di consentire al visitatore di fare esperienza di quegli anni. O di rifarla. Con la memoria, con la ragione e con l’emozione. Ritrovando i nostri cuori che pulsano sotto la coperta scura della Storia.Gianni Canova(Università IULM, Milano) [da triennalenews]

Concorso Fuori dalTunnel


L'autostrada A32 Torino-Bardonecchia rappresenta un importante asse viario di collegamento con la Francia e al contempo consente di raggiungere le splendide località sciistiche presenti in Valle di Susa.
Nell'ambito di un ampio e interessante progetto dedicato all'ambiente, alla formazione e alla ricerca, Sitaf S.p.A. (Società concessionaria dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia) indice il concorso di idee "Fuori dal Tunnel".
http://www.fuoridaltunnel.it/


Master Architettura del Paesaggio
Presentazione con Jordi Bellmunt e Antonio Angelillo

Venerdì 9 novembre 2007 /17.30
Scuola Politecnica di Design, via Ventura 15, Milano



ACMA organizza a Milano la prima edizione del Master in Architettura del Paesaggio realizzato a partire dal 1983 a Barcellona dalla Università Politécnica di Catalunya, tra i più riconosciuti e autorevoli programmi formativi europei del settore. Il titolo è riconosciuto dalla EFLA. Il direttore è Jordi Bellmunt (UPC Barcellona), mentre i condirettori sono Antonio Angelillo (ACMA Milano) e João Nunes (PROAP Lisbona). Il corpo docenti è strettamente selezionato tra i protagonisti delle esperienze internazionali più significative. La finalità del Master consiste nel raggiungere la formazione standard europea per gli architetti del paesaggio secondo i parametri formativi indicati dalla EFLA al fine di om ologare e certificare le attività professionali del settore nell'ambito UE. Il programma dettagliato e il calendario sarà presentato in occasione del workshop di progettazione "Architettura del Paesaggio. Parchi urbani e linee d'acqua" con l'architetto Manuel Ruisánchez, organizzata da ACMA dal 8 al 11 novembre 2007 a Milano.
Progetti di architettura del paesaggio
Conferenza di Manuel Ruisánchez

Venerdì 9 novembre 2007 /19.00
Scuola Politecnica di Design, via Ventura 15, Milano


La conferenza del noto architetto e paesaggista spagnolo si svolge all'interno del workshop di progettazione "Architettura del Paesaggio. Parchi urbani e linee d'acqua" Il workshop intende indagare le potenzialità di riqualificazione del paesaggio di Milano Est a partire dal disinquinamento del fiume Lambro e dal recupero dell'intero sistema idrico del territorio rurale compreso tra i bordi della città e i comuni di Sesto San Giovanni e Segrate. Risultati e proposte per la zona di Milano Est, dal corso del Lambro al Parco Agricolo sud, saranno discussi anche con i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche nel dibattito conclusivo che si terrà Domenica 11 novembre 2007 / 14.30 - 17.00 presso le strutture CAMPLUS Rubattino, via Caduti di Marcinelle 2, Milano. Gli eventi sono aperti al pubblico; è gradita la prenotazione in sala.


ACMA Centro di Architettura
via Antonio Grossich 16, 20131 Milano
Tel. +39 02.70639293 Fax.+39 02. 70639761
acma@acmaweb.com http://www.acmaweb.com/